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Quando si parla della nascita delle radio private in italia o radio libere, tutti pensano agli anni 70 e alla banda Fm ma è assolutamente falso perchè le prime radio private in italia sono nate negli anni 20 e operavano principalmente in Onde Medie... e pensare che non esisteva neppure la Rai!!!

Sulla datazione delle prime radio private e libere italiane se ne sono sempre sentite di cotte e di crude e in effetti, è da anni assodato
che la prima radio italiana privata non è certamente stata Radio Milano International (10 marzo 1975) e nemmeno Radio Parma
(dicembre 1974), ma all'emittente di Angelo Borra è stato convenzionalmente riconosciuto il titolo di anzianità come radio privata.

Ma è totalmente falso, visto che l'inizio dell'occupazione dell'etere radiofonico italiano da parte dei privati, và retrodato addirittura di ben
52 anni, esattamente al 1923.

Erminio Donner Flori nel suo laboratorio di casa che trasformò nel 1923 in quella che fù Radio Flori. Fotografia tratta da: Beltrami, 1924.
Erminio Donner Flori nel suo laboratorio di casa che trasformò nel 1923 in quella che fù Radio Flori. Fotografia tratta da: Beltrami, 1924.
Il Gruppo di radioamatori che fondarono l’emittente pirata Posto Zero sul tetto di via Santo Spirito 14 accanto alla sottile antenna. Foto Archivio Alberto Gnesutta.
Il Gruppo di radioamatori che fondarono l’emittente pirata Posto Zero sul tetto di via Santo Spirito 14 accanto alla sottile antenna. Foto Archivio Alberto Gnesutta.
Il landrone del palazzo in via Santo Spirito a Milano con il portone che riporta su di esso la lapide commemorativa.
Il landrone del palazzo in via Santo Spirito a Milano con il portone che riporta su di esso la lapide commemorativa e quì sotto la Lapide stessa.
La Lapide Commemorativa di via Santo Spirito a Milano.
 
Infatti in Italia la prima vera e propria stazione radiofonica sperimentale, nasce a Milano si,
ma nel 1923 per mezzo di Erminio Donner Flori, che interessato a tutte le nuove tecnologie,
realizza nella propria casa un laboratorio sperimentale di radiotecnica.

La stazione “Radio Flori”, assemblata con apparecchi industriali, è completa di una grande antenna
sul tetto, che viene impiegata per trasmettere parole e musica suonate con un grammofono.

Ancora non esistono emittenti pubbliche, ne' private ma un decreto del regime fascista stabilisce
che gli impianti e l’esercizio delle attività di radiocomunicazione sono riservate allo Stato,
è quindi vietato non solo trasmettere, ma anche possedere un semplice ricevitore
per captare le emittenti straniere.

L’iniziativa di quella che fu, a tutti gli effetti, il primo vero e proprio pioniere dell’etere italiano,
viene quindi immediatamente bloccata.

Ma due anni dopo, esattamente il 10 maggio 1925, in attesa dell’entrata in servizio della URI
(servizio pubblico radiofonico), viene attivata sempre a Milano in Via Santo Spirito, “Posto Zero
la prima radiostazione organizzata di broadcasting, per mezzo di un gruppo di radioamatori milanesi
guidati dall'ing. Eugenio Gnesutta (pioniere della radio italiana) e formato dai Signori Boschetti,
De Angelis, Pagliari e Pugliese.

Dietro questa sigla mantennero peraltro l’incognito, per evitare guai con la giustizia.

Pare che Gnesutta, per controllare la ricezione del segnale, chiese in diverse occasioni agli eventuali
ascoltatori di recarsi, di lì a 30 minuti, a bere in un determinato bar del centro, invito al quale
aderirono entusiasti in molti.

Ma tutto finì lì e molti pensano che se ne sarebbe riparlato soltanto cinquantadue anni dopo.

Niente di più errato...!!!

Quasi nessuno infatti è a conoscenza delle radio libere italiane operanti tutte in Onde Medie
ed alcune in Onde Corte che nascono per aiutare la liberazione nel 1943, e stiamo parlando quindi
degli anni quaranta!!!

Sono emittenti in contatto con il comando dell’Ottava Armata Alleata di stanza a Bari e costituite
dal Partito d’Azione per creare un servizio clandestino di radiocomunicazioni, che colleghi
organicamente la resistenza armata in Italia.

Le trasmissioni sono fatte da sedi sempre diverse per evitare la localizzazione, e tutti i giorni
suggeriscono praticamente agli Alleati le azioni militari da compiere, fornendo tutte le indicazioni
necessarie.

Tra queste ricordiamo: Radio Sardegna Libera fondata da Jader Jacobelli, Radio Co.Ra
(Commissione Radio) di piazza D’Azeglio 12 a Firenze dell’avvocato Enrico Bocci, Radio Palermo
avamposto dell’Italia liberata, Radio Bari, Radio Libertà da dove Luigi Galleis trasmetteva
ogni sera alle 21.30 da Case Trebbia di Callabiana (Biella), Radio Milano Libera,
Radio Italia Libera, Radio Italia Combatte, ecc.

Durante il secondo conflitto mondiale definito, per l'enorme utilizzo della radio, “la guerra delle onde”,
il regime mette in campo speaker dal piglio retorico e spettacolare per tenere viva la fede nel regime
e nelle sorti della guerra, ma la credibilità della radio di Stato viene ben presto minata
dopo l'8 settembre 1943, dalle emittenti clandestine partigiane.

La graduale nascita di stazioni liberate nell'Italia del sud, è il segno inequivocabile dell'imminente
fine della dittatura e del ritorno alla libertà d'espressione.

Mentre la sede e gli impianti dell'EIAR di Roma vengono prima occupate dai tedeschi e poi trasferite

al nord, si diffonde quindi il movimento delle radio libere che, sotto il controllo del PWB,
(Psychological Warfare Branch) nascono nelle regioni via via liberate.
L'EIAR intanto crea speciali emittenti radio con funzioni propagandistiche a cui vengono dati nomi caratteristici quali: Radio Falco,
Radio Tevere, Radio Soldato e la manovra coincide con una piu' organica strutturazione del governo della Repubblica Sociale italiana
e del centro radiofonico di Busto Arsizio.

Inizia la concorrenza tra le emittenti che sono sotto il controllo tedesco e quelle della RSI, Radio Fante trasmette il "Giornale Radio" dell'EIAR

e sotto il controllo tedesco viene trasferita a Milano.

Roma I trasmette in collegamento con l'emittente lombarda, mentre Roma II e' adibita solo a trasmissioni per le forze armate.


Radio Tevere si scaglia con violenza contro i "ribelli" di "Radio Vergogna", come e' definita la rubrica " Italia Combatte".


Radio Soldato, Centro radiofonico della RSI viene trasferita in localita' Strà Olgià, nella campagna tra Busto Arsizio e Olgiate Olona.


La stazione trasmittente opera sia in onde medie sia in onde corte, l'ufficio redazionale e' composto, oltre al corpo dei giornalisti, da due

auditori, una sala di registrazione, orchestre e cantanti, tra i programmi le rubriche: "Radio sociale" e "Radio famiglia".

Radio Palermo con trasmissioni che comprendono notiziari dai vari fronti e commenti, musica e canzoni americane, messaggi in codice

diretti ai partigiani.

La prima trasmissione di "Italia combatte", (che sara' poi il cavallo di battaglia di Radio Bari), è messa in onda proprio da questa emittente.

Radio Sardegna comincia a trasmettere, da Bortigali (Nuoro), l ‘8 settembre sera, data dell'armistizio.


Lo studio e' allestito su un camion del comando militare e successivamente celato in una grotta.

Tra i pionieri, il maggiore Armando Rossini (futuro direttore generale della RAI) ed il sottotenente Jader Jacobelli.

La radio, che trasmette in onde medie e  corte, raggiunge anche la penisola.

Notiziari, rubriche come "Da ieri a oggi", conversazioni religiose del cappellano Paolo Carta (in seguito arcivescovo di Sassari)
costituiscono l'ossatura dell'emittente.

Nel febbraio 1944 viene trasferita a Cagliari.

Lo scopo iniziale era quello di permettere il collegamento tra i soldati rimasti bloccati in Sardegna e i loro familiari, non essendo disponibili
altri tipi di comunicazione.

Ci fu un periodo di trasmissioni “ufficiose”, poi, il 2 ottobre, iniziarono le prove vere e proprie e furono un mezzo disastro.


Le musiche incise su dischi mandate in onda non arrivavano a più di due trecento metri ed inoltre aveva iniziato a nevicare.

Tali prove comunque servirono per prepararsi al debutto ufficiale avvenuto, col beneplacito del Comando militare, il 3 ottobre,
alle ore 13.15.

Nel febbraio 1944 viene trasferita a Cagliari.

Radio R6 nasce a Bortigali (Nuoro), nel 1942 e trasmetteva in onde corte con una potenza di 3 kw.

Era situata in un pullman militare ed il suo equipaggio era costituito da un maresciallo comandante e da una decina di specialisti vari

e al suo seguito viaggiava anche un camion per i servizi necessari al funzionamento.

Dopo l'armistizio insieme a Radio sardegna, venne trasferita a Bortigali e sistemate in un terreno agricolo alla periferia del paese,

vennero collegate subito dopo con la "cabina di trasmissione" ricavata in una delle stanze del rifugio antiaereo.

Radio Bari, venne riattivata sui 1059 Khz per iniziativa di giovani intellettuali l’11 settembre 1943 e trasmise da via Putignani 247,

il primo notiziario "libero" con le prime parole agli italiani di Re Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma
in quella "zona libera del territorio nazionale".

Per circa una settimana l'emittente opera in modo autonomo e successivamente affluiscono a Bari, personalita' della cultura come

Antonio Piccone Stella, Alba de Cespedes, Anton Giulio Majano, Pio Ambrogetti, Gabriele Baldini, Ubaldo Lay.

Poi il controllo politico passa al PWB e l’emittente diventa organo del quartiere generale alleato.


La potenza di 20 Kw consente di trasmettere oltre la linea di combattimento e di svolgere una preziosa funzione di sostegno per la resistenza,

diffondendo ogni giorno quattro edizioni del "Giornale Radio" che, ascoltato anche in Germania, suscita la polemica di Radio Berlino.

La rubrica piu' affermata e "Italia che combatte" in precedenza diffusa da Radio Palermo, che informa i partigiani, propaganda la resistenza

e guida l'affrancamento dai nazifascisti.

Radio Napoli, vi collaborano, tra gli altri, Mario Soldati, Arnoldo Foà, Steno, Maurizio Barendson, Antonio Ghirelli, Leo Longanesi e la rubrica "Italia Combatte" viene trasmessa quotidianamente anche dall’emittente che funziona con attrezzature campali fornite tutte dagli alleati.

Radio Co.Ra trasmetteva da Firenze, Piazza d’Azeglio 12, l'acronimo Co.Ra stava per Commissione Radio.

Dall’inizio del settembre 1943 fino al 7 giugno 1944 era in contatto con il comando dell’Ottava Armata alleata, di stanza a Bari.

Viene costituita con altre radio del partito d’Azione dalla decisione di creare un servizio clandestino di radiocomunicazioni

che colleghi organicamente la resistenza armata in Italia.

Le trasmissioni erano fatte da sedi sempre diverse per evitare la localizzazione, ma i nazifascisti irrumppero nell’appartamento

da dove trasmettevano lo studente Luigi Morandi, ferito e poi deceduto in ospedale, l’avvocato Enrico Bocci e il capitano Italo Piccagli
che verranno in seguito trucidati dagli stessi nazifascisti.

Radio CVL servizio radiofonico del comando generale del corpo volontari della liberta', inzia a funzionare con le sue trasmissioni,

nel territorio occupato dai nazifascisti, il 14 marzo 1944.

Comunica direttamente con gli alleati, diffonde bollettini di guerra della resistenza, le richieste di "lanci" di armi ai partigiani,

e i messaggi di carattere operativo.

Nell’agosto 1944 la stazione radio è scoperta dai nazifascisti e il professor Vecchi, che la dirige, rimane ucciso.

Radio Roma apre le nuove trasmissioni il 6 giugno 1944 alle ore 13:00 annunciando l'avvenuta liberazione dell'emittente, passata sotto

il controllo del PWB, i tedeschi in fuga smontarono gli impianti trasmittenti.

L’emittente si organizza con quanto resta, ovvero solo il trasmettitore di Monte Mario e via via ritornano a Roma i giornalisti e i programmisti

che, fuggiti dopo l'8 settembre, avevano in parte lavorato nelle emittenti del sud.

Radio Firenze il 4 agosto 1944 gli alleati sono alle porte di Firenze e Victor A.De Sanctis e Amerigo Gomez, operatori EIAR di Torino

fuggiti nel capoluogo toscano, registrano la drammatica radiocronaca della guerra in città tra i tedeschi, che distruggono tutto in ritirata,
i partigiani e gli alleati.

Utilizzano un registratore sonoro portatile costruito da De Sanctis, e sono aiutati dai tecnici della radio che aveva cessato di operare

il 17 giugno.

Nel 1954 la RAI ritrasmetterà questo documentario radiofonico opportunamente rimontato.

La Voce dell'VIII Armata è la radio voluta a Pesaro dagli americani nel settembre 1944 e il complesso e' reso operativo da italiani,

americani e inglesi.

Radio Partigiana nasce nel biellese nel dicembre 1944 ad opera del Comando Raggruppamento Divisioni Garibaldi, i programmi iniziano

con l'Inno di Mameli e comprendono notiziari della guerra partigiana, direttive del comando generale e notizie sugli avvenimenti interni.

Radio Venezia Giulia entra in funzione il 3 dicembre 1945, con un trasmettitore di 5 kw, una stazione ufficialmente clandestina

(ma segretamente ed indirettamente viene sostenuta dal Governo italiano) ed è diretta con entusiasmo da un letterato istriano,
Pier Antonio Quarantotto Gambini, per far giungere ai connazionali dell’Istria, del Carnaro e della Dalmazia una voce di speranza,
di conforto e anche di puntuale ed aperta denuncia dei misfatti compiuti a loro danno dalle autorità jugoslave.

Esternazioni che nel delicato periodo di estrema debolezza internazionale dell’Italia non possono, ovviamente, essere affidate

alle neutrali trasmissioni ufficiali della RAI.

L’emittente cessa il servizio il 1° luglio 1949.

Ma ci furono anche le radio libere nazifasciste operanti sul territorio italiano, come: Radio Monaco, Radio Baita, Radio Fante,
Radio Soldato, Radio Patria.

Ciò che ne seguì si può dire che è storia, gli anni 50 e la neonata televisione offusca la voglia di libertà radiofonica degli italiani

che dura per circa un ventennio arrivando così agli anni 70, dove alcuni giovani stufi della musica piatta e piena di censure che la radio di stato
imponeva, incominciarono ad ascoltare le radio in Onde Medie che arrivavano dai paesi vicini come Radio Montecarlo e Radio Luxemburg,
che proponevano un altro genere di musica, frizzante e senza censure ma sopratutto una conduzione non gessata e più adatta a loro.

Il 68 era vicino, la voglia di ribellione e di cambiamento dello status, ancora era nell'aria e molti di essi si incominciò a chiedersi il perchè
non potevano provarci loro a ricreare quelle stazioni che sentivano alla radio e che giungevano dall'estero.

Molti di loro riuscirono a trovare vecchi trasmettitori militari operanti in onde medie utilizzate dal nostro esercito o dagli alleati
(proprio quelli del movimento delle radio libere degli anni 40), li adattarono alla banda Fm che allora era totalmente libera, quindi ideale
per "piratare" e creare un emittente radio.

E... il resto lo sappiamo...!!!

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